19 agosto: Guida all’ascolto de IL TROVATORE

Verona Palazzo Verità Poeta, ore 18.30
Prosegue la rassegna Anteprima OPERA con gli incontri dedicati all’Opera IL TROVATORE di Giuseppe Verdi, in preparazione alla visione dello spettacolo in programma la sera stessa all’Arena di Verona. La conversazione musicale piacevole ed elegante è condotta da un esperto Maestro pianista e una Voce solista, tra le mura affrescate dello splendido Palazzo Verità Poeta, a pochi passi dall’Arena romana. Il programma prosegue poi con la Degustazione di un ottimo vino veronese e, per chi lo desidera, con un Cocktail Buffet di prodotti tipici servito in giardino. Il tutto in italiano con traduzione in inglese e in tempo utile per partecipare allo Spettacolo Areniano.
Musical Conversation dedicated to the Opera IL TROVATORE that will be performed that same evening in the Arena Festival.
Musikalische Konversation über die Oper IL TROVATORE, die am Abend derselben Tages in der Arena auf dem Spielplan steht.
COSTI (per persona)
Proposta A: Conversazione musicale con Degustazione: € 38,00
Proposta B: Conversazione musicale con Degustazione e Cocktail Buffet: € 65,00
Sconto minori, amici da facebook, accademie associazioni e gruppi musicali
Prenotazione obbligatoria. Massimo 90 persone a serata. L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche e variazioni al programma e al calendario.
TUTTE LE INFORMAZIONI, IL VIDEO E IL MENU’ QUI O SU
www.anteprimaopera.it / mob. 0039 335 6317228 / info@anteprimaopera.it
12, 21 e 24 agosto: Guida all’ascolto di CARMEN

Palazzo Verità Poeta, ore 18.30
Prosegue la rassegna Anteprima OPERA con gli incontri dedicati all’Opera CARMEN di G. Bizet, in preparazione alla visione dello spettacolo in programma la sera stessa all’Arena di Verona. La conversazione musicale piacevole ed elegante è condotta da un esperto Maestro pianista e una Voce solista, tra le mura affrescate dello splendido Palazzo Verità Poeta, a pochi passi dall’Arena romana. Il programma prosegue poi con la Degustazione di un ottimo vino veronese e, per chi lo desidera, con un Cocktail Buffet di prodotti tipici servito in giardino. Il tutto in italiano con traduzione in inglese e in tempo utile per partecipare allo Spettacolo Areniano.
Musical Conversation dedicated to the Opera CARMEN that will be performed that same evening in the Arena Festival.
Musikalische Konversation über die Oper CARMEN, die am Abend derselben Tages in der Arena auf dem Spielplan steht.
COSTI (per persona)
Proposta A: Conversazione musicale con Degustazione: € 38,00
Proposta B: Conversazione musicale con Degustazione e Cocktail Buffet: € 65,00
Sconto minori, amici da facebook, accademie associazioni e gruppi musicali
Prenotazione obbligatoria. Massimo 90 persone a serata. L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche e variazioni al programma e al calendario.
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10, 17 e 26 agosto: Guida all’ascolto di AIDA

Palazzo Verità Poeta, ore 18.30
Prosegue la rassegna Anteprima OPERA con gli incontri dedicati all’Opera AIDA di Giuseppe Verdi, in preparazione alla visione dello spettacolo in programma la sera stessa all’Arena di Verona. La conversazione musicale piacevole ed elegante è condotta da un esperto Maestro pianista e una Voce solista, tra le mura affrescate dello splendido Palazzo Verità Poeta, a pochi passi dall’Arena romana. Il programma prosegue poi con la Degustazione di un ottimo vino veronese e, per chi lo desidera, con un Cocktail Buffet di prodotti tipici servito in giardino. Il tutto in italiano con traduzione in inglese e in tempo utile per partecipare allo Spettacolo Areniano.
Musical Conversation dedicated to the Opera AIDA that will be performed that same evening in the Arena Festival.
Musikalische Konversation über die Oper AIDA, die am Abend derselben Tages in der Arena auf dem Spielplan steht.
COSTI (per persona)
Proposta A: Conversazione musicale con Degustazione: € 38,00
Proposta B: Conversazione musicale con Degustazione e Cocktail Buffet: € 65,00
Sconto minori, amici da facebook, accademie associazioni e gruppi musicali
Prenotazione obbligatoria. Massimo 90 persone a serata. L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche e variazioni al programma e al calendario.
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Verona: AIDA, succede nel primo atto…

Eccoci ad Aida.
Grande sala del palazzo del re a Menfi. Ai lati, statue monumentali e arbusti in fiore; sullo sfondo, palazzi, templi e piramidi. Ramfis, capo dei sacerdoti, condivide con Radamès, valoroso capitano dell’esercito faraonico, i timori di una nuova invasione degli Etiopi. Già Iside ha nominato il condottiero delle truppe reali, e presto il re ne rivelerà il nome. Radamès sogna di essere il prescelto, per ritornare dall’impresa cinto di allori e per ridare trono e patria alla donna che, riamato, ama: Aida, figlia del re d’Etiopia, caduta in mani egiziane (“Se quel guerrier io fossi!… Celeste Aida”). Ma di Radamès è invaghita anche la figlia del re d’Egitto, Amneris, che sospetta nella schiava una umiliante rivale e cerca di scoprire, attraverso abili sondaggi, la temuta verità: ad Aida rivolge subdole parole di affetto (“Vieni, o diletta”), a Radamès sguardi insieme innamorati e indagatori. Un messaggero porta intanto la notizia che orde etiopi, guidate dal loro monarca Amonasro, hanno varcato i confini e marciano su Tebe. È la guerra. Al cospetto delle guardie, dei capitani, dei ministri e dei sacerdoti, il re annuncia il nome dell’eroe designato: Radamès. Esultano i presenti, ma non Aida che, combattuta tra l’amore per il padre e la passione insana per il più temibile dei nemici, chiede aiuto ai numi (“Ritorna vincitor… Numi, pietà del mio soffrir”), osservata a distanza dall’accorta Amneris.Scena seconda. Interno del tempio di Vulcano. Fra danze mistiche e invocazioni agli dèi (“Possente Fthà”), in una fuga di colonne che si perde nelle tenebre, Radamès, il capo velato d’argento, riceve da Ramfis la spada che lo consacra capo dell’esercito egiziano.
Se la storia vi appassiona, se volete saperne di più, se volete incontrare AIDA … vi aspettiamo ad Anteprima OPERA alle ore 18.15 presso Palazzo Verità Poeta, in vicolo S. Silvestro 6, prima dello Spettacolo Areniano.
GUARDA LE DATE DISPONIBILI, IL MENU’, I VIDEO, GLI ARTISTI SU ..
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Verona: TURANDOT, primo atto
Estate 2010: a Verona “Turandot” è in scena!
Un mandarino annuncia alla folla che il principe di Persia, non avendo risolto i tre enigmi proposti da Turandot, sarà decapitato pubblicamente. All’annuncio, tra la folla, sono presenti un vecchio e una donna, che chiede aiuto. Accorre allora un giovane, che riconosce nell’anziano suo padre, Timur, re tartaro spodestato. Si abbracciano commossi e il giovane Calaf prega il padre e la schiava Liù, molto devota, di non pronunciare il suo nome: ha paura, infatti, dei regnanti cinesi, i quali hanno usurpato il trono del padre. Nel frattempo il boia affila la lama preparandola al momento dell’esecuzione, fissata per il momento in cui sorgerà la luna.
Ai primi chiarori lunari, entra il corteo che accompagna la vittima. Alla vista della vittima la folla, prima eccitata, si commuove e invoca la grazia per il condannato. Turandot allora entra e, glaciale, ordina il silenzio alla folla e con un gesto dà l’ordine al boia di giustiziare l’uomo.
Calaf, impressionato dalla regale bellezza di Turandot, decide di tentare anche lui la risoluzione dei tre enigmi. Timur e Liù tentano di fermarlo, ma lui si lancia verso il gong dell’atrio del palazzo imperiale. Tre figure lo fermano: Ping, Pong e Pang, tre ministri del regno, che tentano di convincere Calaf descrivendo l’insensatezza dell’azione che sta per compiere. Ma Calaf, quasi in una sorta di delirio, si libera di loro e suona tre volte il gong, invocando il nome di Turandot…
Se la storia vi appassiona, se volete saperne di più, se volete incontrare TURANDOT … vi aspettiamo ad Anteprima OPERA alle ore 18.15 presso Palazzo Verità Poeta, in vicolo S. Silvestro 6, prima dello spettacolo areniano…
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Verona: CARMEN, primo atto

A Siviglia verso il 1820, presso la manifattura di tabacchi, Moralès, capo dei dragoni, osserva l’andirivieni dei passanti. Giunge, dal suo paese di campagna, Micaëla, alla ricerca del brigadiere Don José. Le viene detto che José non è ancora arrivato, anche se non tarderà molto; la giovane quindi si allontana. Una grande animazione accompagna la comparsa sulla piazza delle ragazze, che escono dalla manifattura per la pausa. Solo José, giunto nel frattempo, si mostra disinteressato alle giovani: ama Micaëla e ha promesso alla madre di sposarla. Tutti gli uomini attendono la comparsa di Carmen, e quando finalmente la bella sigaraia compare le si stringono attorno (habanera: “L’amour est un oiseau rebelle”). Carmen si accorge dell’indifferenza di José e per provocarlo, senza proferir parola, gli lancia un fiore prima di ritornare nella manifattura. José ne è turbato e, quasi inconsciamente, cela il fiore sotto la giubba. Ritorna Micaëla, consegna a José una lettera della madre (“Parle-moi de ma mère”) e prima di tornarsene al paese lo bacia castamente. Grida improvvise s’odono provenire dalla manifattura. Carmen si è azzuffata con una compagna e l’ha ferita al volto. Zuniga, tenente delle guardie, l’arresta e ordina a José di condurla in prigione. Rimasta sola con il brigadiere la donna dà inizio alla sua opera di seduzione: gli promette amore in cambio della libertà (seguidilla: “Près des rémparts de Séville”). José, definitivamente irretito, l’aiuta a fuggire….
Scopri con noi l’avvenenza di Carmen la gitana.
Carmen, una donna libera
Carmen, la quarta eroina di questo Festival Arena di Verona 2010, si presenta al pubblico con tutta la sua forza.
Carmen è sempre stata dipinta come un personaggio frivolo, una donna di facili costumi che nella Parigi di fine Ottocento, non avrebbe dovuto calcare il palco dell’Opéra-Comique .
Il suo fascino irresistibile, la sua sensualità ardente di “habanera” gitana, sono sempre stati la causa di una mancata dignità morale.
Carmen ama quando decide di amare, e smette di amare quando l’amore cessa.
Carmen fa innamorare gli uomini con quello che mezzo secolo più tardi il poeta Federico García Lorca , definirà “duende“.
“E’ un potere e non un agire, è un lottare e non un pensare…il duende sale interiormente dalla pianta dei piedi…non è questione di facoltà, bensì di autentico stile vivo; ovvero di sangue; cioè, di antichissima cultura, di creazione in atto”.
Carmen non si ferma neanche di fronte alla morte, anzi, la sfida pur di non perdere la sua Libertà.
Quando Carmen getta l’anello di fidanzamento addosso a Josè, non è una ragazzina capricciosa che si ribella al suo uomo.
E’ una donna che afferma la sua inflessibile volontà di essere sé stessa, anche a costo di pagare con la vita il prezzo della sua LIBERTÀ.
A presto!
Turandot: Amore e morte, all’alba di un nuovo giorno
Amore e Morte - Eros e Thanatos,
Sono questi i sentimenti che si agitano nel cuore di Turandot dall’inizio del secondo atto, fino ad insediarsi definitivamente nel suo cuore sul finale (incompiuto) dell’opera.
Il fulcro attorno al quale si sviluppa la narrazione è il cambiamento della principessa, da spietata carnefice dei suoi pretendenti a donna innamorata di un unico principe.
Questi opposti si potrebbero contare all’infinito in un’opera come la Turandot: vita e morte, vittoria e sconfitta, crudeltà e compassione.
Puccini ci vuole raccontare L’UMANITÁ, instillandola goccia a goccia nell’anima della principessa, la quale, riscaldata dalla luce del sole di un nuovo giorno, si scopre umana e ardente d’amore.
Con la stessa intensità e forza d’animo, i nostri Artisti metteranno in scena alcune fra le più belle arie del Puccini, nella magica atmosfera di Palazzo Verità Poeta.
Vi aspettiamo numerosi.
Turandot, nessun dorma nell’ultimo atto!
Nel giardino della reggia per un notturno gravido d’attesa, solcato dagli echi delle voci degli araldi che diffondono la volontà di Turandot: tutti veglino e cerchino di conoscere il nome del principe ignoto. Anche Calaf veglia e ascolta «come se quasi più non vivesse nella realtà», proiettato ormai verso la vittoria definitiva dell’alba e del bacio a Turandot («Il nome mio nessun saprà/ sulla tua bocca lo dirò/ quando la luce splenderà»). È questa l’occasione per la tipica aria tenorile pucciniana, di grande slancio lirico (“Nessun dorma”). Per carpire il nome del principe ignoto, e salvarsi così dall’efferata vendetta di Turdandot, i tre ministri gli offrono l’amore di fanciulle bellissime e procaci, la ricchezza, la gloria di essere stato il solo vincitore della spietata principessa. All’ennesimo rifiuto del principe, un gruppo di sgherri introduce Timur e Liù logori e insanguinati, sospettati di essere a conoscenza del nome segreto. Liù, però, non è disposta a tradire Calaf e, lei piccola schiava, affronta con determinazione la principessa di gelo (“Tanto amore segreto” e “Tu che di gel sei cinta”), la tortura e il suicidio per dare la vittoria all’uomo che ama. Il compianto accorato di Timur e di Calaf sul corpo di Liù morta avvia il mesto corteo funebre, che sta in parallelo con quello per lo sfortunato principe di Persia nel primo atto. (Fin qui la parte dell’opera che Puccini riuscì a portare a termine prima della morte il 29 novembre 1924; la partitura dell’ultimo episodio, quello cruciale in cui la principessa è scossa e trasformata dall’amore, fu realizzata in seguito da Franco Alfano, sulla base dei fogli di abbozzi pucciniani.) All’uscita della folla, Turandot e il principe ignoto rimangono soli, l’uno di fronte all’altra. Calaf con l’impeto della passione riesce a baciare la principessa, la quale, come trasfigurata, rimane senza voce, né forza, né volontà. Ormai si levano le prime luci dell’alba, e Calaf rivela il proprio nome a Turandot, dopo che essa gli ha confessato il «brivido fatale» da cui fu colta al suo arrivo, l’odio e l’amore suscitato in lei dalla sua «superba certezza».Quadro secondo. È un quadro brevissimo, che funge da epilogo all’opera: l’imperatore, circondato dalla corte, dai dignitari, dai sapienti e dai soldati, si presenta alla folla insieme a Turandot e al principe non più ignoto. La principessa annuncia di conoscere finalmente il nome dello straniero: «amore».
Grandi pagine di musica, di poesia, di struggimento dell’anima e del cuore!!
Turandot, un’opera dalle tinte di fiaba
Non si può non amare Turandot, specialmente se a raccontarla, è il maestro Matteo Salvemini.
Le sue parole si mescolano con le note del pianoforte e scivolano elegantemente sugli affreschi di Palazzo Verità Poeta, volteggiando all’unisono con le voci degli altri Artisti di Anteprima OPERA.
La storia è nota: Nel palazzo imperiale di Pechino, vivevano l’Imperatore Altoum e sua figlia Turandot.
Questa, per vendicare la bisnonna che era stata uccisa dal marito, proponeva a tutti i principi che chiedevano la sua mano di risolvere tre enigmi: chi non ci riusciva veniva decapitato.
Erano già stati uccisi dodici principi.
Al palazzo imperiale, un giorno, apparve Calaf, un principe ignoto che vista la bellezza della principessa se ne innamorò.
Proprio a palazzo Calaf aveva rincontrato dopo tanti anni suo padre Timur, diventato cieco e molto vecchio e la serva Liù, scomparsi durante la guerra dove avevano perso il trono.
Nonostante tutti, anche i tre consiglieri Ping, Pang e Pong cercassero di dissuaderlo Calaf decise di risolvere i tre enigmi…e ci riuscì.
La principessa si rifiutò di sposarlo, così Calaf le propose a sua volta un indovinello: entro l’alba lei doveva scoprire il suo nome; se ci fosse riuscita lui sarebbe stato decapitato, altrimenti si sarebbero sposati.
Durante la notte Turandot catturò la serva Liù e la torturò affinchè potesse svelargli il nome del suo padrone. La giovane per dimostrare l’amore che provava per Calaf si uccise.
Il giorno dopo, davanti al palazzo reale è riunita una grande folla. Squillano le trombe e Turandot afferma di conoscere finalmente il nome dello straniero: “Amore”.
Tra le grida di giubilo della folla, abbraccia Calaf abbandonandosi tra le sue braccia.
Turandot si sarebbe trasformata da principessa di ghiaccio a donna innamorata per Puccini?
Non lo sapremo mai, la partitura di Puccini è rimasta incompiuta.







